Fonti e copertura

Questa pagina è generata dai manifest delle fonti. Una categoria compare qui solo se esiste una fonte registrata con licenza verificata.

15Fonti delle categorie
15Categorie
41Lacune dichiarate

Fonti delle categorie (15)

CategoriaFonteRisoluzioneLicenzaAggiornamento fonte
AlluvioneISPRA IdroGEO — pericolosità idraulica (mosaicatura nazionale)25 mCC-BY-SA-4.0
FranaISPRA IdroGEO — pericolosità da frana PAI (mosaicatura nazionale v.5.0 2024)25 mCC-BY-4.0
Frane censite (IFFI)ISPRA — Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI, frane censite)25 m (forma cartografata dalla fonte)CC-BY-SA-4.0
Dinamica della costa (erosione e avanzamento)ISPRA — Linea di costa 2020 e dinamica costiera 2006–20205 m (linea di costa entro 250 m)CC-BY-4.0
Movimento del suoloCopernicus EGMS — Ortho, vertical and east-west mean velocity (100 m)100 mEU-Copernicus-1159-2013
Sprofondamenti (sinkhole)ISPRA — Database Nazionale Sinkhole (sprofondamenti censiti)10 m (posizione dichiarata dalla fonte)CC-BY-4.0
SismicitàINGV — MPS04, pericolosità sismica di riferimento (ag)≈ 2,2 km (nodo di griglia)CC-BY-4.0
Terremoti osservati (storia sismica)INGV — DBMI15 v4.0, Database Macrosismico Italiano (con CPTI15 v4.0 per la magnitudo)≈ 5 kmCC-BY-4.0
IncendiEFFIS — burnt areas (Copernicus EMS)250 mCC-BY-4.0
RadonAree prioritarie radon — art. 11 D.Lgs. 101/2020 (Regioni e Province autonome)≈ 5 km (comune)IT-Atto-Ufficiale
Siti contaminatiISPRA MOSAICO — procedimenti di bonifica (banca dati nazionale siti contaminati)250 m (posizione dichiarata dalla fonte)CC-BY-SA-4.0
Impianti industriali (registro europeo)EEA — Industrial Reporting (IED 2010/75/UE e E-PRTR 166/2006), mappa dei siti10 mCC-BY-4.0
Qualità dell'ariaEEA — Air Quality e-Reporting, zone assessment≈ 20 km (zona)CC-BY-4.0
Consumo di suoloISPRA — Carta nazionale del consumo di suolo (10 m)10 mCC-BY-4.0
Proiezioni climaticheCMCC — SD-EQM_GCMs_IT, statistically downscaled CMIP6 projections over Italy≈ 5,5 km (cella di griglia)CC-BY-4.0

Basi cartografiche, catasto, confini e indice degli indirizzi (4)

Non sono categorie di rischio: servono a disegnare la mappa, a trovare l’indirizzo, a indicare la particella catastale del punto e a stabilire se un punto ricade nel territorio dichiarato da una fonte.

UsoFonteLicenzaAggiornamento fonte
Cartografia catastaleAgenzia delle Entrate — cartografia catastale, particelle (download massivo)CC-BY-4.0
Confini amministrativiISTAT — confini delle unità amministrative a fini statisticiCC-BY-4.0
Indice degli indirizziOpenStreetMap address index (Italy)ODbL-1.0
Base cartograficaProtomaps basemap (OpenStreetMap)ODbL-1.0
Note e limitazioni
  • I dati provengono dalle fonti indicate accanto a ciascun valore. TerraOverview li raccoglie e li organizza: non è l’ente che li ha prodotti e non ne modifica classificazioni, unità di misura o terminologia.
  • Le fonti aggiornano i propri dataset nel tempo. Ogni valore riporta la versione del dataset e la data dichiarata dalla fonte; per la versione corrente fa fede la fonte originale.
  • La presenza o l’assenza di un dato non è una certificazione, in nessuna delle due direzioni. Dove una fonte non pubblica nulla per un’area, questo significa che il dato non esiste in quel dataset, non che il fenomeno non possa verificarsi.
  • Le letture di TerraOverview sono opera nostra, prodotte da regole pubblicate e versionate a partire dalla classificazione della fonte. Sono etichettate come tali ovunque compaiano.
  • Il punto a cui il report si riferisce è quello confermato sulla mappa da chi ha ordinato il report: l’esattezza della posizione è responsabilità di chi l’ha confermata, e ogni valore qui riportato vale per quel punto.
  • Il contenuto ha finalità informativa. Non è una perizia, non è una certificazione e non è una valutazione professionale dello stato dei luoghi o di un immobile.
  • Per decisioni tecniche, urbanistiche, immobiliari o legali vanno consultate le fonti ufficiali e, dove serve, professionisti qualificati.

Lacune dichiarate dalle fonti

Quello che le fonti stesse dichiarano di non avere mappato, riportato con le loro parole. Una lacuna non è un'assenza di pericolo: dove uno scenario non è stato mappato, la sua assenza dai dati non dice nulla su quanto possa accadere.

ISPRA IdroGEO — Territorio della ex Autorità di Bacino Regionale delle Marche

"Alla data dell'elaborazione (2020) non era disponibile lo scenario a pericolosità elevata per il territorio della ex Autorità di Bacino Regionale delle Marche" (descrizione del dataset, ISPRA). In quell'area la classe "pericolosità elevata" non è mappata: la sua assenza non significa che lo scenario non si verifichi.

ISPRA — Frane recenti

«L'ISPRA non assicura la completezza e l'aggiornamento» delle informazioni (condizioni d'uso del dataset). L'inventario si aggiorna quando una Regione trasmette nuovi rilievi: una frana recente può non esserci ancora.

ISPRA — Disomogeneità fra regioni

La densità delle frane censite varia molto da una regione all'altra per il diverso dettaglio dei rilievi, non solo per la diversa franosità: la Puglia ha 839 frane nell'inventario. L'assenza di una frana censita dice cose diverse da una regione all'altra, e in nessuna dice che il versante sia stabile.

ISPRA — Stato di attività e date

I dati aperti riportano per ogni frana il tipo di movimento e la localizzazione, non lo stato di attività né la data: una frana censita può essere attiva, quiescente o stabilizzata, e il report non lo sa. Per 54.543 frane anche il tipo è «n.d.».

ISPRA — Frane come linea o come solo punto

58.932 frane sono censite come linea e 43.502 solo come punto (all'orlo di coronamento): non hanno un perimetro. Sono rappresentate come la fascia di 25 m dell'accuratezza posizionale dichiarata, che segna dove la frana è registrata, non quanto terreno ha coinvolto.

ISPRA — Frammenti sotto i 5 m

29.726 tratti su 99.229 sono più corti di 5 m, 10.223 sotto i 10 cm: i frammenti che la sovrapposizione delle linee 2006 e 2020 lascia fra un tratto e l'altro, per circa 40 km in tutto. Sotto l'accuratezza di 5 m che ISPRA dichiara la loro classe non si può risolvere, e TerraOverview non li legge: letti entro 250 m, facevano comparire «erosione» in circa un report costiero su venti dove nessun tratto di almeno un metro era in erosione.

ISPRA — Tratti senza valutazione

31.157 tratti su 99.229, per circa 10.600 km, hanno la dinamica «Nessuna informazione»: opere di difesa, porti, sponde di fiume, coste alte e tratti senza un confronto affidabile con il 2006. ISPRA ne disegna la linea ma non ne valuta lo spostamento.

ISPRA — Due date, non un tasso

La classe confronta la linea del 2006 (ortofoto IT2006, 2004–2006) con quella del 2020, disegnata su immagini che vanno dal 2007 al 2020: non c'è uno spostamento in metri né un tasso annuo, e l'intervallo fra le due date cambia da un tratto all'altro. Una linea di riva si sposta anche con le stagioni e le mareggiate.

ISPRA — Cause e previsioni

La fonte non dice perché un tratto è arretrato o avanzato — mareggiate, opere, ripascimenti, apporti fluviali — né se continuerà a farlo. Non è una carta della pericolosità né del rischio.

ISPRA — Aree non di pianura

«I dati degli sprofondamenti contenuti nel Database Nazionale dei Sinkhole sono relativi al censimento delle sole aree di pianura del territorio nazionale» (scheda del dataset, ISPRA). Colline e montagne non sono censite: lì questa fonte non dice nulla.

ISPRA — Italia settentrionale

«In Italia settentrionale (territorio ancora non interessato dai sopralluoghi e dove è in corso ancora il censimento)» (ISPRA, pagina di sintesi del progetto). Il Piemonte e la Valle d'Aosta non hanno alcun record.

ISPRA — Disomogeneità fra regioni

Il Friuli Venezia Giulia raccoglie da solo quasi metà dei record, frutto di una convenzione con la Regione; le Marche e il Trentino-Alto Adige ne hanno due ciascuno. L'assenza di un record dice cose molto diverse da una regione all'altra, e in nessuna dice che un sinkhole non esista.

ISPRA — Tipo di fenomeno

«Non tutti i casi indagati sono risultati, a sopralluoghi effettuati, sinkhole s.s.» (ISPRA): alcuni record sono sprofondamenti antropici, vulcanici o carsici, e per il 35% dei record il tipo è vuoto o «Undefined». Il tipo è riportato come la fonte lo scrive, punto interrogativo compreso.

INGV — Sardegna

MPS04 non ha alcun nodo in Sardegna: il più vicino a Cagliari è a 248 km. La zonazione sismogenetica ZS9, su cui il modello è costruito, non vi definisce sorgenti. Per l'intera regione questa fonte riporta "nessun dato", che non è un valore basso.

INGV — Isole minori senza nodi: Pantelleria, Lampedusa, Linosa, Ustica, Stromboli, Panarea, Filicudi, Alicudi

Il nodo più vicino dista fra 2,6 km (Ustica) e 5,5 km (Lampedusa), oltre il limite di 1,6 km entro cui una cella parla per il proprio nodo, e a Lampedusa e Linosa quel nodo porta comunque valore zero. Sono buchi della griglia, non della nostra ricostruzione. INGV ha pubblicato valutazioni separate per le isole rimaste fuori da MPS04 nel deliverable D1 del progetto S1 (2007), che non fanno parte di questa griglia. Lipari, Vulcano, Salina, Ponza, Ventotene, Ischia, Capri e le Egadi hanno invece nodi e sono coperte.

INGV — Nodi a valore zero (1.969 su 104.565)

In mare a sud e a ovest della Sicilia il modello non calcola una stima e il file riporta zero. Le celle sono conservate e lette come assenza di stima, mai come accelerazione bassa.

INGV — Amplificazione locale

Il valore vale per suolo rigido in condizioni topografiche pianeggianti. L'amplificazione dovuta al terreno e alla morfologia del sito non è compresa e può essere rilevante; è oggetto degli studi di microzonazione sismica, che questa fonte non contiene.

INGV — Sotto l'intensità 4

Delle 114.436 osservazioni italiane, 51.711 hanno intensità inferiore a 4 nella numerazione della fonte — fra cui «F» (avvertito) e «NF» (non avvertito) — e non sono elencate. 2.146 località non hanno nessuna osservazione da 4 in su e non sono nell'archivio: lì la lettura è «nessun dato», non «nessun terremoto».

INGV — Quanto è stato studiato un luogo

La storia di una località dipende dagli studi che la riguardano: la mediana è di 2 osservazioni, il novantesimo percentile 20, il massimo 315. Una storia breve dice che si è documentato poco, non che il luogo sia stato scosso poco.

INGV — L'intensità riguarda l'abitato

L'intensità macrosismica è definita su un insieme di edifici, non su un indirizzo: la scala EMS-98 dice che non andrebbe assegnata a un singolo edificio né a un'intera area amministrativa. Dentro lo stesso paese gli effetti variano con il terreno e con la vulnerabilità delle case.

INGV — Località particolari

La fonte marca alcune osservazioni come riferite a un territorio, a un edificio isolato, a un piccolo agglomerato o a una località abbandonata. Il codice della fonte viaggia con il record e non viene reinterpretato.

Aree prioritarie radon — Le dieci autorità che non hanno ancora pubblicato

Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Molise, Sicilia e Umbria non hanno completato la prima individuazione delle aree prioritarie alla data della lista. Nei loro territori questa fonte non afferma nulla: non che non vi siano aree prioritarie, ma che l'autorità non le ha ancora individuate.

Aree prioritarie radon — Che cosa significa la classificazione

"Area prioritaria" è una stima sul patrimonio edilizio di un comune — più del 15% degli edifici sopra 300 Bq/m³ di media annua — non una misura di un edificio. L'Istituto Superiore di Sanità è esplicito: una mappa del radon non permette di stimare in modo affidabile il radon di una specifica abitazione, perché la concentrazione può cambiare molto anche fra edifici vicini. Per un edificio serve una misura diretta, preferibilmente su un anno.

Aree prioritarie radon — Comuni non classificati dentro un'autorità che ha provveduto

Dove l'autorità ha provveduto e il comune non è in elenco, la lettura è che quel comune non raggiunge la soglia del 15%. Non è un'affermazione su un singolo edificio, e il confine di un comune è amministrativo: il radon non si ferma lì.

Aree prioritarie radon — Provenienza della lista

L'elenco consolidato dei comuni è pubblicato da ARPA Lombardia con i riferimenti di Gazzetta Ufficiale dei singoli atti; l'autorità resta l'atto. La riconciliazione con i codici Istat ha richiesto due correzioni, entrambe refusi del consolidato risolti su un solo comune e confermati sull'elenco pubblicato dalla Provincia di Bolzano: "BRENERO" per Brennero e "CALSARO SULLA STRADA DEL VINO" per Caldaro sulla strada del vino. L'elenco del Piemonte è stato confrontato voce per voce con la tabella 3.1 della d.g.r. 61-6054 del 25/11/2022, da cui deriva: i 37 comuni coincidono.

ISPRA MOSAICO — Siti di Interesse Nazionale (SIN)

"L'ultimo aggiornamento è al 31-12-2021, è relativo esclusivamente ai procedimenti di competenza delle Regioni o di Enti da esse delegate (sono pertanto esclusi i SIN)" (descrizione del dataset, ISPRA). Tutti i 16.067 record portano cod_sin = NO_SIN. I perimetri dei SIN sono pubblicati dal MASE con licenza CC BY 4.0 e sono un'altra fonte, non ancora costruita: questa non risponde su di essi, né in un senso né nell'altro.

ISPRA MOSAICO — Sardegna e Umbria

"non ha una copertura omogenea a livello nazionale a causa della mancata trasmissione da parte della Regione Sardegna e della trasmissione parziale da parte della Regione Umbria" (descrizione del dataset, ISPRA). Nei dati la Sardegna è assente del tutto e l'Umbria conta 60 procedimenti contro i 5.370 della Lombardia.

ISPRA MOSAICO — Veneto, e parte di Trentino-Alto Adige, Abruzzo, Marche, Umbria, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Calabria, Campania, Puglia, Piemonte e Valle d'Aosta

2.598 procedimenti su 16.067 portano l'attributo coord_conv = SI e si trovano a sole 667 posizioni distinte, con una singola coordinata che ne raccoglie 192: sono localizzatori amministrativi, non posizioni di sito, e un disco di 250 m intorno a uno di essi sarebbe un'invenzione. TerraOverview non li colloca. Il Veneto è interamente in questa condizione: 1.886 procedimenti registrati e nessuno posizionabile, quindi per il Veneto questa fonte non risponde mai.

ISPRA MOSAICO — Disomogeneità dei registri regionali

"Una ricognizione effettuata nel 2015 dal MASE ha evidenziato che lo stato di attuazione ed aggiornamento delle anagrafi è estremamente disomogeneo sul territorio nazionale" (ISPRA). Nei dati questo si vede: la Lombardia conta 5.370 procedimenti, la Sicilia 122. L'assenza di una registrazione dice cose molto diverse nelle due regioni, e in nessuna delle due dice che un procedimento non esista.

ISPRA MOSAICO — Data di riferimento

I dati sono fermi al 31/12/2021. Un procedimento in corso a quella data può essersi concluso, e un sito allora contaminato può essere stato bonificato con atto dell'autorità: per lo stato attuale fa fede l'autorità competente indicata in ciascun record.

EEA — Sotto le soglie

Dichiarano solo le attività elencate negli allegati della direttiva e del regolamento, e solo sopra le soglie che essi fissano. Un capannone, un'officina o un deposito che restano sotto quelle soglie non sono nel registro: la loro assenza non dice nulla su di loro.

EEA — Anno dell'ultima dichiarazione

Di ogni sito è tenuta l'ultima dichiarazione: per 7.701 siti è il 2024, per 2.698 è un anno precedente, fino al 2007. Un sito che non dichiara più può aver chiuso, essere sceso sotto le soglie o aver cambiato gestore: l'anno è riportato accanto al sito e non viene mai nascosto.

EEA — Un punto, non il perimetro

La fonte pubblica un punto per sito, con risoluzione dichiarata di 10 m, non il perimetro dell'impianto. Un grande stabilimento è un punto solo: i suoi confini possono essere molto più lontani del punto, e il cerchio di 500 m è una scelta di TerraOverview, non una misura della fonte.

EEA — Emissioni dichiarate, non misurate al punto

Le quantità sono quelle che il gestore dichiara per l'intero sito in un anno. Non sono una misura dell'aria, dell'acqua o del suolo all'indirizzo interrogato, e TerraOverview non le usa per stimarla.

EEA — Più dichiarazioni nella stessa posizione

In 1.011 posizioni su 9.186 la fonte registra più di una dichiarazione: gli identificativi `IT.EEA/…` delle dichiarazioni E-PRTR più vecchie accanto agli `IT.CAED/…` di quelle recenti, e società diverse che dichiarano dallo stesso indirizzo. Spesso è lo stesso stabilimento chiamato in due modi — il record vecchio nomina l'impianto, quello nuovo la società — ma non sempre, e TerraOverview non afferma che siano la stessa cosa. Il cerchio è uno per posizione: i campi e la classe sono quelli della dichiarazione più recente, e le altre sono elencate sotto di essa con il loro anno e identificativo. In 160 posizioni le dichiarazioni sono di classi diverse, ed è la più recente a dare la classe.

EEA — Inquinanti raramente elencati

La mappa dei siti riporta i nomi degli inquinanti per 885 siti italiani su 10.399, tutti fra quelli che hanno dichiarato emissioni. Per gli altri il campo è vuoto nella fonte, e il report non lo riempie: le quantità e il dettaglio stanno nel dataset tabellare dell'EEA, a cui il report rimanda.

EEA — Che cosa significa la valutazione

Il superamento è accertato per la zona, che può estendersi per decine di chilometri, e i valori riportati sono i peggiori misurati dalle stazioni che vi si trovano. Non sono la qualità dell'aria di un indirizzo: la concentrazione cambia fra un fronte strada e un cortile, e nessuna zonizzazione — né una griglia modellistica a dieci chilometri — può colmare quella distanza.

EEA — Anno di riferimento

L'archivio porta il 2025, l'ultimo anno per cui tutte le valutazioni italiane risultano definitive: al 10/10/2026 le 1.524 righe italiane del 2025 hanno tutte Preliminary = 0, come quelle del 2024, mentre le 802 del 2026 sono tutte preliminari. Costruire sul 2026 significherebbe pubblicare numeri che cambiano sotto il lettore.

EEA — Solo obiettivi per la salute

Sono riportati i valori limite e i valori obiettivo posti a tutela della salute umana. I livelli critici e i valori obiettivo per la vegetazione proteggono gli ecosistemi e rispondono a un'altra domanda; le soglie di informazione e di allarme riguardano singole ore e non l'abitare in un luogo.

EEA — Confini semplificati

I contorni delle zone sono semplificati a 100 metri. Entro quella distanza da un confine di zona un punto può ricadere nella zona accanto, la cui valutazione può essere diversa.

Agenzia delle Entrate — Mappe non pubblicate

«Non sono esposte le mappe sottoposte a vincoli di riservatezza o quelle sulle quali sono in corso interventi di manutenzione» (Agenzia delle Entrate). Dove manca una particella il report non dice che l'area non è censita.