Metodo di calcolo

Indicatori climatici calcolati da campi giornalieri

In breve

Il CMCC pubblica, su una griglia da circa 5,5 km che copre l’Italia, la temperatura media, la temperatura massima e la precipitazione di ogni singolo giorno, dal 1985 al 2100, corrette con la tecnica EQM. Non pubblica indicatori: li calcola chi legge i dati, e qui li calcola TerraOverview. Questo metodo riduce i giorni a quattro numeri per cella — quanto cambiano temperatura media, giorni di ondata di calore, precipitazione annua e giorni secchi consecutivi fra il trentennio 2036-2065 e il riferimento 1985-2014. Due di quei quattro sono somme, e c’è un solo modo di farle; due sono definizioni, e le definizioni sono nostre.

I passaggi

  1. Si scarica un file alla volta — un campo, un periodo — e lo si legge a finestre di 31 giorni: un file completo pesa circa 16 GB e viene cancellato appena i suoi indicatori sono stati calcolati, così a terra non resta mai più di un file.
  2. Le unità si leggono dagli attributi del file e non si danno per scontate. Questo dataset pubblica le temperature in gradi Celsius e non nei kelvin che un campo CMIP6 di solito porta: scambiarli sarebbe un errore di 273 gradi, e avrebbe l’aspetto di un dato.
  3. Temperatura media: la somma dei valori giornalieri divisa per il numero di giorni della finestra. Precipitazione annua: la somma dei millimetri di ciascun anno solare, mediata sugli anni della finestra.
  4. Giorni secchi consecutivi: la definizione CDD dell’ETCCDI, cioè la corsa più lunga di giorni sotto 1 mm dentro l’anno solare, mediata sugli anni. La soglia e l’unità sono dell’ETCCDI e non nostre, ed è la ragione per cui sono state prese: si possono citare.
  5. Giorni di ondata di calore: un giorno dentro una corsa di almeno tre giorni consecutivi con temperatura massima sopra il 95° percentile dei massimi giornalieri di quella cella nel riferimento 1985-2014, contati per anno solare e mediati sulla finestra. Di questa definizione non esiste una versione unica in letteratura: questa è di TerraOverview, ed è scritta per intero nella decisione ADR 0028. Il 95° e non un taglio più estremo perché il CMCC avverte che i valori oltre il 99° percentile possono risentire del metodo con cui il dataset è stato corretto: la correzione impara dai giorni osservati, e dei più caldi in assoluto ce ne sono pochissimi da cui imparare.
  6. La variazione è la differenza fra la finestra futura e il riferimento, cella per cella e scenario per scenario, nell’unità dell’indicatore.
  7. Si tengono solo le celle che la fonte riempie: 11.405 su 185.565. Le altre sono mare e territorio straniero, e il file le scrive come assenza di dato; contarle darebbe medie diluite e mediane prese sul mare.

Che cosa questo numero non è

  • È uno scenario, non una previsione. Descrive come il clima cambierebbe se le emissioni seguissero un determinato percorso; i percorsi sono ipotesi, e per questo se ne mostrano sempre almeno due.
  • È il valore di una cella di circa 5,5 km di lato, non dell’edificio. La cella è molto più piccola di quella delle proiezioni a scala europea, ma resta un quadrato di trenta chilometri quadrati: nulla in questi dati distingue un versante da un fondovalle.
  • Il riferimento è il 1985-2014 e non il 1981-2010 che la letteratura climatica italiana usa più spesso: lo storico di questa fonte comincia nel 1985 e quel trentennio non si può ricostruire. Quattro anni su trenta spostano tutte e quattro le variazioni, quindi un valore calcolato così non si confronta con uno calcolato sull’altro riferimento.
  • I giorni di ondata di calore vanno letti sapendo che la soglia è ferma, ricavata dal clima 1985-2014 di quella stessa cella e non aggiornata al clima futuro. Il numero del riferimento non è un fatto sul passato ma una conseguenza della definizione: sopra il 95° percentile sta per costruzione il 5% dei giorni, cioè una diciottina all’anno, e chiedere corse di almeno tre giorni ne lascia in media tredici. Quello che l’aumento misura è quante volte in più un clima più caldo supera una soglia che non si muove.
  • Non esiste un punteggio complessivo, e non ne verrà prodotto uno. Indicatori con unità di misura diverse non hanno una scala comune, e inventargliela sarebbe un’affermazione di TerraOverview e non del CMCC.

Dove sta il codice

  • pipeline/python/fetch_sdeqm.py
  • pipeline/python/indicators_sdeqm.py
  • pipeline/python/archive_sdeqm.py
  • packages/sources/src/adapters/cmcc-sdeqm-climate.ts