Metodo di calcolo
Media trentennale d’ensemble, con la dispersione fra i modelli
In breve
Il C3S pubblica, per ogni cella di una griglia da 0,25°, il valore annuale di ciascun indicatore climatico, separatamente per ogni membro di un ensemble di modelli. Un singolo anno non è un fatto su un luogo: nella cella che contiene 40.915715, 14.792024, sotto RCP8.5, i giorni di ondata di calore fanno 44 nel 2080, 25 nel 2081, 3 nel 2082 e 51 nel 2083. Questo metodo riduce quelle serie a un numero che si possa leggere: la variazione media attesa fra due trentenni, calcolata separatamente per ogni modello e poi mediata fra i modelli, accompagnata dall’intervallo entro cui i modelli si collocano.
I passaggi
- Si ritagliano le celle che coprono l’Italia dalla griglia europea pubblicata dal C3S.
- Per ciascuno dei nove membri dell’ensemble si calcola la media dei valori annuali sul periodo di riferimento 1981-2010, leggendola dallo stesso file da cui si legge il futuro. Questo non è una comodità: i valori del passato differiscono fra il file di uno scenario e quello dell’altro anche per lo stesso modello, e sottrarre entro un solo file annulla quella differenza.
- Per ciascun membro si calcola la media dei valori annuali sul trentennio 2036-2065.
- Si sottrae: la differenza è l’anomalia di quel membro, nell’unità dell’indicatore.
- Sui nove membri si prendono la media delle anomalie — il valore riportato — e il loro minimo e massimo, che sono l’intervallo riportato accanto.
- Il clima di riferimento mostrato al lettore non viene dai modelli ma dalla rianalisi ERA5, osservata: il riferimento modellato dipenderebbe dallo scenario, e un report che ne mostra due stamperebbe due passati diversi.
Che cosa questo numero non è
- È uno scenario, non una previsione. Descrive come il clima cambierebbe se le emissioni seguissero un determinato percorso; i percorsi sono ipotesi, e per questo se ne mostrano sempre almeno due.
- È il valore di una cella di circa 21 × 28 km, non dell’edificio. Nulla in questi dati distingue un versante da un fondovalle.
- L’intervallo è la dispersione fra modelli, non un errore di misura. Dove attraversa lo zero i modelli non concordano sul segno del cambiamento, e la variazione non è stabilita: è il caso frequente delle precipitazioni.
- Non esiste un punteggio complessivo, e non ne verrà prodotto uno. Indicatori con unità di misura diverse non hanno una scala comune, e inventargliela sarebbe un’affermazione di TerraOverview e non del C3S.
Dove sta il codice
pipeline/python/fetch_ecde.pypipeline/python/normalize_ecde.pypackages/sources/src/adapters/c3s-ecde-climate.ts